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ALBERI E BOSCHI SACRI NELLA VITA DELL'UOMO

Prezzo copertina: 20,00
Caratteristiche:cm. 15x21
pag. 168 in b.n.
copertina a colori
ISBN 978-88-89104-85-9



€ 17,00


Gli alberi e i boschi sono stati oggetto e argomento, nel corso dei secoli, di numerose trattazioni e letture che ne hanno analizzato i rapporti esistenti con i miti più antichi, con la storia dei popoli, con la letteratura, con la pittura, con la vita e le attività dell'uomo di ogni tempo.

Alle foglie, ai rami, alle radici sono dunque legati i miti degli dei e la vita degli uomini. Dalla mitologia scopriamo quale importanza hanno avuto gli alberi e i boschi nel cammino della civiltà: alcuni miti affermano che gli uomini sono nati dagli alberi e dalle querce, secondo i poeti, hanno avuto origine certe stirpi, le Ninfe e le Driadi.

Anche nella Bibbia la storia dell'umanità incontra gli alberi fin dalla creazione: al principio del mondo, infatti, Dio creò gli alberi sulla terra per preparare così l'habitat ideale per l'uomo.

Quando poi Dio collocò il primo uomo e la prima donna nel giardino del paradiso terrestre, egli indicò loro un albero, che divenne il discrimine della vita futura di ogni uomo sulla terra fino alla venuta di Cristo.

Il Salvatore, infatti, come sottolineano le sacre Scritture e come cantano i poeti, riscattò l'umanità morendo sull'albero della croce.

Negli alberi, dunque, gli uomini antichi vedevano l'inizio della vita e a ogni specie arborea era legato un mito, una leggenda, un rito. Plinio scriveva che i Romani e gli altri popoli che gravitavano sul bacino del Mediterraneo adoravano gli alberi maestosi delle foreste alla stessa stregua dei simulacri d'oro, d'argento, d'avorio e di marmo delle divinità.

Ma è dei boschi sacri, dei "luchi", che le prime civiltà avevano grande rispetto e devozione. Attorno agli alberi consacrati veniva eretto un recinto dove non tutti potevano entrare: lo spazio rinchiuso diventava sacro e il terreno intorno era un "luogo religioso".

A volte il recinto veniva alzato anche nei palazzi reali e il terreno delimitato diventava un "tempio" che al centro aveva l'albero sacro. Con lo sviluppo della pastorizia e dell'agricoltura le popolazioni primitive smettono di essere nomadi e danno vita ai primi villaggi, utilizzando gli alberi che l'ambiente naturale metteva a disposizione in abbondanza. è la prima importante occasione di "utilizzazione del bosco" a vantaggio di attività umane.

Oggi, dopo molti secoli nel corso dei quali la deforestazione e gli incendi hanno depauperato la terra, nel suolo e nei suoi abitanti, l?uomo del Duemila ha ancora dinanzi gli alberi come testimoni di un inaspettato e significativo passato.

Nei boschi, più che in ogni altro luogo, con la salubrità dell'aria potrà trovare sè stesso, il ristoro del corpo e la pace interiore, l'equilibrio dello spirito; ma per arrivarci dovrà passare attraverso l'arte e la cultura per meglio capirli e amarli.

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